Ieri ti ho visto a Piazza Vittorio alla festa della Polverini. Che impressione t’ha fatto? – Circolo Pd Primavera Nove Contro Undici Co Na Gamba Sola E Il Braccio Teso
Per perversione personale mal dissimulata da lavoro, dopo aver assistito ai bagordi di Piazza del Popolo, sono stato pure a Piazza Vittorio, dove lo stato maggiore della destra romana aveva deciso di rifesteggiarsi con vigore e gratitudine. Lo striscione a caratteri fasci “Benvenuta a Casa Pound” affisso su un palazzo all’ingresso della piazza era il più ossequioso dei saluti romani che Renata potesse ricevere, l’innesto nel territorio poteva iniziare.
Nonostante le metafore usate dagli oratori per descrivere la vittoria dei senza lista contro gli antidemocratici fan del panino sembrino non finire mai, alcuni luogotenenti del Pdl laziale scandivano minacciosi che un casino del genere non deve accadere mai più; per tutta risposta Gasparri prometteva loro e al suo pubblico che d’ora in poi della presentazione delle liste se ne occuperà lui personalmente (e il pubblico, non si capisce bene rassicurato da cosa, applaudiva). La Polverini, ormai definitivamente trasformata nel capopopolo che nessuno, soprattutto tra i suoi, pensava che fosse, minacciava la giunta uscente di rivelare le grandi porcherie d’appalti e consulenze e impicci vari compiute nell’ultima settimana di campagna elettorale, e tanto è bastato per scaldare gli animi di tutti (pure i miei, che aspetto curioso di sapere).
Dopo averla vista tracannare champagne per l’ennesima volta, il rado pubblico militante e il folto pubblico occasionale si sono disciplinatamente messi in fila ai due tendoni (o gazebo) predisposti per la cena. Mentre un pretenzioso ensemble jazz suonava al cospetto di sedie ormai vuote, porchetta, vino e pasta fredda passavano di mano in mano, di vecchio in vecchio, di senegalese in pakistano. Pensare alle feste dell’Unità è stato un attimo, poco consolatorio, molto inquietante.
[Da Il Riformista, tutto completo sul blog di Diego]













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