Ciao Zoro, ti ho visto alla Direzione regionale del Pd del Lazio di qualche giorno fa. Che impressione hai avuto? – Circolo Pd Bonina La Prima
Sono andato senza sapere bene cosa aspettarmi. In mattinata avevo letto su Repubblica un’intervista a Roberto Morassut nella quale diceva abbastanza chiaramente di voler fare le primarie per il Lazio, che tempo in fondo ce n’era, e che il metodo che stava portando la Bonino a candidarsi non era democratico; tanto mi bastavaper temere momenti di caciara pugliese difficilmente giustificabili per chiunque avesse un po’ d’amor proprio.
All’ingresso vari capannelli di rappresentanti locali di questa e quella mozione congressuale s’accordavano su qualcosa, non so cosa, comunque s’accordavano, inciafrugliando e impicciando alla luce delle telecamere, tanto alla luce da sperare fosse a fin di bene. E così è stato.
Alla presenza dell’esploratore Zingaretti, il segretario Mazzoli ha presentato la candidatura Bonino ai presenti con tanto di quell’ardore da far cadere addormentato più volte Migliavacca, lì presente in qualità di “compagno del nazionale venuto a vigilare sui lavori”. Quando poi è intervenuto Morassut, l’intervista del giorno stesso è parzialmente rientrata. Ha ammesso che per le primarie è ormai tardi, ma insomma, non è così che si sceglie un candidato. Poi è stata la volta di Michele Meta, della mozione Marino, come ha più volte ricordato ai più distratti (mi chiedo per quanto tempo ancora andranno avanti con i biglietti da visita delle mozioni congressuali), il quale, oltre a ripetere a mo’ di mantra che per battere la Polverini ci sono ben 90 giorni (qualcuno gli dica che se va a votare tra 90 giorni troverà solo bidelli e scolaresche), ha detto che la Bonino è fichissima però comunque non è così che si sceglie un candidato. Col braccio ingessato è infine arrivata la Costa, che in quanto cattolica ha detto che lei e quelli come lei detteranno alla Bonino condizioni chiare e imprescindibili affinché rappresenti anche quel mondo lì, quello cattolico cattolico, e insomma, nel caso non si fosse capito, non è così che si sceglie un candidato. Ecco, lo dico anche io: non è così che si sceglie un candidato, anche perché il culo non sempre t’assiste.
Tuttavia, ignorando le modalità ufficiali di selezione della candidatura di Rutelli, mi resta forte la curiosità di sapere quale sarebbe stato il candidato scelto dall’ampia, collegiale e democratica discussione di cui tutti hanno lamentato l’assenza. [...]
[Da Il Riformista di sabato. Il resto sul blog di Diego]













on Gen 18th, 2010 at 02:14
[...] Lazio sappiamo come è andata. E i Radicali, con l’esperienza del più vecchio partito oggi in Parlamento, [...]