Caro Zoro, hai visto che Tinto Brass vorrebbe avere Debora Serracchiani in un suo film? Non ti pare eccessivo? Sì, vabbè, caruccia, ma insomma, da fan di Tinto sono un po’ deluso. Tu che ne pensi? – Circolo Pd Salon Kitty
Sono fan di Tinto anch’io, ovviamente. L’uomo è perverso, si sa, e un po’ in crisi di visibilità e pur di tornare a stupire e far parlare di sé farebbe e direbbe qualsiasi cosa. Però, per quanto possa sembrare audace una passione erotica per la Serracchiani, è oggettivo come la ragazza sintetizzi parecchi degli stereotipi di maggior successo del cinema porno e della commedia sexy.
Nella sola filmografia di una mancata leader politica come Milly D’Abbraccio si concentrano titoli che sembrano ispirati direttamente alle vicende di Debora: “La trasgressione” (il celebre discorso), “L’avvocata del diavolo” (la sua professione), “La professoressa di lingue” (nota l’attitudine serracchiana a dare voti) e “L’onorevole”, sembrano trame ispirate dal suo curriculum. Limitandoci a Tinto, potrebbero bastare “Monella” (per il ricambio generazionale), “Così fan tutte” (l’abbraccio del magnamagna della politica) e il nome Debora (già della Caprioglio, protagonista di “Paprika”). Comunque, per sgombrare il campo dagli equivoci, basta considerare il fatto che di Debora ad eccitare Tinto pare sia la voce, tratto fondamentale delle carriere di Stefania Sandrelli, Francesca Dellera, Serena Grandi e Claudia Koll.
(da Il Riformista di oggi)













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