Se, come al solito, tutto funziona, proveremo a seguire e commentare con puntiglio dajista l’annuncio della sudata piattaforma di Bersani per la segreteria del Pd – grazie anche al nostro Diego Bianchi camuffato da bersaniano tra la folla bersaniana che verosimilmente si riunirà all’Ambra Jovinelli a Roma, verso le 16.30. L’evento si chiama Idee per il Pd e per l’Italia – Bersani presenta la sua candidatura, per la precisione.
Update delle 18.36.
Bersani conclude il suo discorsetto introduttivo di oltre un’ora con una battuta contro i giovanilismi esasperati della mozione congressuale a lui avversa (”Nel cambiamento, chi ci crede è giovane e chi non ci crede è vecchio”) e una canzone di Vasco Rossi che si è tosto persa nel diluvio d’origine serracchianica tutt’intorno al teatro, che ha tormentato i collegamenti audio e video. Red Tv e You Dem hanno mollato il colpo satellitare quasi subito, l’unica a resistere era Sky Active ma in clamoroso ritardo. Per una decina di minuti abbiamo garantito la democratica informazione ai bersaniani del web aggrappati al tenue filo del cellulare di Diego che rimandava le parole del wannabe segretario piacentino. Poi l’ultima metà del discorso lo abbiamo sentito aggrappati al tenue filo delle buonanime di Radio Radicale, tra mille disconnessioni. Se domani all’incontro con Veltroni non ci sarà come minimo una tromba d’aria sarà a tutti chiaro dove sta spirando il vento fortunello. Grazie a tutti quelli che hanno sopportato la tecnicamente disastrata diretta.













on Lug 2nd, 2009 at 08:34
E’ la prova che ormai la Serracchiani e si suoi hanno assunto il controllo di tutto quello che sta intorno al PD: dopo il web e gli elettori dispersi e disperati che hanno preferito lei ai carismatici candidati indicati dal Partito nel nord est, chissà perché, adesso anche il controllo degli eventi atmosferici. Un’orgia di potere che non si sa bene dove andrà a finire, forse addirittura a fare politica di sinistra invece che spartirsi le cariche e le poltrone!
E’ necessario che le vecchie rocce del partito introducano delle riforme allo statuto, in maniera di restaurare il sano principio del “centralismo aristocratico” che tanti fasti ha procurato alla sinistra in questi ultimi 20 anni. A questo proposito pare (ma la notizia è ancora non confermata) che D’Alema si sia recato in gran segreto a Teheran da Ahmadinejad. Per informarsi.
on Lug 6th, 2009 at 11:12
trovo fastidioso che la cronaca sulle candidature alla segreteria del pd si sia arrestata a bersani…
mi piacerebbe leggere simpatiche ed entusiastiche adesioni alla candidatura di marino ed euforici commenti sui temi che, unico candidato, ha posto al centro della discussione precongressuale.
personalmente sono riuscita, non senza conati, a prenotare la mia tessera del pd, per votare ignazio marino.
che sia veramente giunto il momento della svolta?
vivo troppo nel mondo dei sogni?
qualcuno mi svegli, please. barbara
on Lug 6th, 2009 at 14:39
barbara, nessuna scelta o motivo particolare. problemi tecnici ci hanno impedito di fare anche le altre dirette
on Lug 6th, 2009 at 22:11
La Serracchiani ( con Franceschini, Veltroni, Rutelli, Binetti) e le politiche di sinistra viaggiano su rette parallele.
In quanto a Marino, forse appare l’unico che ha svolto certi temi, perchè non si sono letti i temi degli altri esaminandi.
“Un partito laico, LAICO. Non deve essere Gasparri a decidere per me , di non poter vivere e di non poter morire” (Pierluigi Bersani)
on Lug 6th, 2009 at 23:47
ho apprezzato, forse unica nella mia categoria, quello che Bersani ha fatto con gli avvocati, ancor più con i notai, i farmacisti, forse un po’ meno con i tassisti… mi piacerebbe che tornasse a fare il ministro dell’economia, e d’alema il ministro degli esteri: lo sanno fare.
tuttavia non capisco perché debba ancora valere la regola della spartizione del partito, o quella delle candidature piovute dal cielo…e non capisco come lo possa accettare un giovane (o un “diversamente giovane”).
“io credo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole, nei diritti uguali per tutti”.
voglio un paese dove le parole abbiano un senso, dove ci si vergogni e ci si indigni, dove si costruisca insieme, dove si possa ancora sognare…