Ciao Diego, ma secondo te il Pd quanto prenderà? E quali sono gli scenari che si apriranno a seconda della percentuale ottenuta? - Circolo Pd 1X2
Pd al 33.1%.
Torna Walter Veltroni segretario del più immenso partito riformista che si sia mai visto.
Franceschini viene accompagnato alla porta con una scafetta sul collo e recintato nello studio di Gad Lerner. Il congresso non si fa anche grazie all’annuncio di Bersani che su Red tv dichiara: la mia piattaforma non è ancora pronta, ma ci sto lavorando, Walter non sia così tranquillo.
Veltroni intanto tiene un roboante discorso di bentornato sull’Islam e su quanto sia bello stare in Egitto, il tutto a Piazza di Pietra prima, a Piazza del Popolo poi, e comizio finale in Campidoglio, con Alemanno che lo insulta dal balcone a mano tesa e Rutelli che lo minaccia di tornare alle urne, forte dell’improvviso consenso dei tassinari.
Pd al 28%.
Franceschini monta su una biga e fa il giro di Roma sventolando brandelli di bikini di Noemi, il tutto lanciando ai passanti fotocopie della mozione della sua candidatura al congresso d’ottobre intitolata “La concezione del partito come avanguardia rivoluzionaria e la coscienza di classe”. Bersani tentenna, visto il risultato, sull’opportunità di una sua candidatura, fino a rinunciare in nome dell’unità del partito. D’Alema resta in attesa di una chiamata della nuova dirigenza Partito e inaugura la Fondazione Italiani Europei E Un Po’ Stronzi.
Pd al 20%.
Franceschini resta a contendersi la leadership con Bersani che finalmente, rotti gli indugi e data la gravità del momento, scende in campo e presenta la sua piattaforma dal titolo “Una nuova stagione, o meglio, era nuova un po’ di mesi fa, ora è matura, la presento così, di getto, anche se non ne sono certissimo, l’importante è che gli affluenti tornino nel fiume”. Fioroni, Letta, Rutelli, Binetti e Follini, intanto, lasciano il Partito e vanno a rompere i coglioni, a sorpresa, a Sinistra e Libertà, che nel frattempo è tornata da Diliberto, che nel frattempo è confluito nell’Italia dei Valori, che nel frattempo è confluita nella Lega, nuovo partito di maggioranza relativa.
Pd al 15%.
Franceschini viene defenestrato dal Nazareno, il Congresso annullato, Bersani viene mandato a fare il braccio destro di Renzi, la Serracchiani nominata capo delle cucine della riaperta scuola di partito delle Frattocchie, il Riformista viene cacciato dal pianterreno delle Botteghe Oscure, Massimo D’Alema, nuovo segretario, entra con la barca a vela dentro Villa Certosa, compiendo il più clamoroso degli espropri proletari.
E inizia la rivoluzione.
[da Il Riformista di oggi]













on Giu 6th, 2009 at 13:41
questo post è davvero fantastico!
on Giu 6th, 2009 at 14:07
Quasi quasi preferirei l’ultima opzione!
:-)
on Giu 6th, 2009 at 21:13
Speriamo che non superi il 15 %
on Giu 7th, 2009 at 04:30
…e se prende il 10%?
on Giu 7th, 2009 at 11:18
[...] alla reazione alle varie percentuali del pi
on Giu 11th, 2009 at 11:04
La rivoluzione? Con D’Alema al timone e la Serracchiani relegata in cucina?!!?
Nnamo bene.
D’Alema chi? Quello che si azzerbina a Gheddafi per mezzo di La Torre e della fondazione italiani europei?
(http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_988510888.html)
Gheddafi quello che ha sulla coscienza i 270 morti di Lockerbie, le svarie migliaia di migranti abbandonati nel deserto, più quelli rastrellati e rinchiusi nei lager libici?
Gheddafi quello che dal 69 tiranneggia il suo paese come un monarca e che ha già designato suo figlio come successore dinastico?
Del resto dopo la riabilitazione di Craxi bisogna rivalutare anche tutti i suoi sanguinari amichetti nordafricani (a cominciare dal tunisino Ben Ali).
Alla faccia di tutti gli esuli politici, quelli sì laici e di sinistra, che sono dovuti scappare dai loro paesi lasciandoli in mano ai pazzi fondamentalisti.
E poi D’alema sarebbe quello comunista…