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Daje Night after. Cronachette

Caro Diario, ieri sono andata alla Daje Night

Vabbè, ti dicevo che questi bambini, quando hanno cominciato a giocare, hanno detto una cosa tipo “Ficcati nella fanga”, e siccome che a me mi è sempre piaciuto tanto ficcarmi nella fanga, allora ho pensato: questi bambini mi piacciono, voglio giocare pure io. E loro però sono BRAVISSIMI, caro diario!! Io non sono capace a giocare bene come questi bambini, che sanno fare un sacco di cose belle: fanno i VIDEI, fanno le MUSICHE, fanno le SCRITTE e fanno tanto tanto ridere, caro diario, epperò poi mentre ridi pensi che le cose che ti fanno ridere ti fanno anche pensare che insomma, qualche volta non è che proprio sono tanto belle anche se fanno ridere.

Dalla nota baby-talking di Angela Cutrera sul suo facebook.

Fanga e lustrini

Eppure è proprio ascoltando i militanti di una sezione del Pd che venerdì sera ho visto con stupore come ancora oggi, nonostante tutto, qualcosa resista. Nonostante un diluvio di fregnacce che dura da oltre quindici anni, qualcosa si è salvato. E io penso che quei militanti il problema del loro ruolo e della loro identità se lo risolveranno da soli. E’ quello che ho cercato di dire in sezione: chi siano e cosa vogliano saranno loro a deciderlo, ognuno di loro, senza bisogno che glielo spieghi né il segretario, né il giornalista, né la “coscienza critica” di turno. E l’unica battaglia che valga la pena di combattere è quella per riprendersi questo potere, dentro i partiti e fuori.

Dal blog di Francesco Cundari, sulla tre giorni tra sezioni vere e più o meno esorcizzate: un discorso che dovremmo fangosamente riprendere.

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