Ma tu ancora non sei andato a L’Aquila? Non hai fatto riprese? Non t’interessava filmare, documentare, raccontare? – Circolo Pd Morendo Sotto Le Stelle
Non sono andato, non ancora, anche se avrei voluto farlo, anche se istintivamente è stata la prima cosa che ho pensato di fare. Andare là, accendere la telecamera, buttare la rete, pescare immagini, mediaticamente tutte buone, perché in questi casi è così, difficile sbagliare. Ma non sono andato, non ancora, non adesso che Repubblica.it ha addirittura lanciato il discutibile format “Registi tra le macerie” (Sorrentino, Placido e Calopresti si sono già alternati nel reportage a caldo), non adesso che Vissani si prepara, assistito dai migliori chef del mondo, a cucinare pasti prelibati a chi difficilmente sazierà la disperazione col caviale, non adesso che Emanuele Filiberto piroetta nelle tendopoli tra chi piange sotto le stelle (senza contare che se dopo che ti è caduta in testa la casa e ti sono morti amici e parenti e stai rimorendo di freddo e di stenti ti svegli, e all’improvviso vedi la faccia di Emanuele Filiberto che ti saluta, a quel punto probabilmente pensi di essere morto davvero). Magari sarà più utile andare tra qualche giorno, tra qualche settimana, quando la disperazione di quella gente non farà più share, quando forse una telecamera accesa faticherà di più a pescare immagini e storie, ma lo farà con più rispetto di adesso.
[Oggi su Il Riformista]













on Apr 11th, 2009 at 10:13
Già, ho pensato le stesse identiche cose. Peraltro la cosa che mi ha lasciato più perplesso è proprio il “format” di Repubblica, non tanto per la cosa in sè – non mi scandalizza il fatto che alcuni registi sentano il bisogno, l’urgenza, di andare a raccontare quel che è successo, anzi – ma per l’evidente frettolosità con cui sono stati girati i corti. Idee pretestuose, riprese approssimative, montaggio poco curato, sembra proprio che abbiano fatto tanto per fare, il minimo indispensabile per portare il prodottino a casa. Se Calopresti o Sorrentino avessero passato un paio di mesi nella fanga, sotto a una tenda, a cercare e a far respirare un’idea, allora sì che mi sarei tolto il cappello.
on Apr 11th, 2009 at 12:53
Rubare nelle case vuote e rubare le immagini della disperazione sono la medesima cosa. Ma basta anche ostentare la “sensibilità”. Vi prego: il silenzio… piuttosto partecipazione. Anche se con questo commento pure io ci sono cascato. Oppure come suggerisce Biccio: passarci un paio di mesi in questa fanga.
on Apr 11th, 2009 at 23:46
[...] non ancora, non adesso Salta ai commenti … non sono andato, non ancora, non adesso che Repubblica.it ha addirittura lanciato il discutibile format “Registi tra le macerie” (Sorrentino, Placido e Calopresti si sono già alternati nel reportage a caldo), non adesso che Vissani si prepara, assistito dai migliori chef del mondo, a cucinare pasti prelibati a chi difficilmente sazierà la disperazione col caviale, non adesso che Emanuele Filiberto piroetta nelle tendopoli tra chi piange sotto le stelle da Fondazione Daje [...]
on Apr 13th, 2009 at 15:34
Sono d’accordo…..
on Apr 14th, 2009 at 22:10
sono sicura che quando andrai, il risultato che ne verrà fuori sarà sincero, rispettoso, trasparente. Io lo aspetto e, da aquilana, ti ringrazio. :)