Parla come magni/12. Tòo ricordi Warter?
Mar 31st, 2009
by Dajista 00N.
| Estratti di Walter Veltroni ieri alla Luiss in occasione del 3° Workshop del “Master in Educazione Civica” |
Traduzione |
| Adesso finalmente posso gestire il mio tempo. |
Non so che fare, non mangio, non dormo più, la notte alterno Ghezzi e Marzullo. |
| Non intendo parlare della politica di oggi, dell’attualità. |
Non nominatemi nessuno che oggi ho saltato lo Xanax, finisce male, ve lo dico eh. |
| Sono d’accordo per dare più poteri al premier, a patto di risolvere il conflitto di interessi. |
Facesse come gli pare, tanto ormai non lo battono neanche a Uno, se per favore ci può lasciare raitre che Elisir domenica prossima parla di depressione. |
| Abbiamo fatto un grande rimonta, e far sottoscrivere un programma di governo ad Antonio Di Pietro non era per nulla una brutta idea. |
Ieri riguardavo le diapositive della tournee sul pullman, eravamo belli, vestivamo alla marinara. Io pensavo che potesse funzionare, con Tonino: dialogare, diventare amici, una cena fuori, uno chalet in montagna, aprire la bottiglia buona, farsi crescere i capelli…
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| In politica ci si può bruciare le ali, ma bisogna saper dire al proprio mondo le cose più dure e difficili. |
In politica puoi fare dozzine di puttanate, ma non c’è niente che una citazione di Kennedy non possa risolvere. |
| Certo, le elezioni in Abruzzo hanno avuto la loro storia, quelle sarde pure… Ma il giorno in cui ho dato le dimissioni da leader del Pd avevo sul tavolo un sondaggio, a cui ne accostavo un altro, sulla forza dei diversi partiti d’Europa, da cui risulta che il Pd era uno dei partiti più forti della sinistra europea e credo che lo sia ancora! |
Certo, siamo riusciti a farci battere da due inutili pupazzi senza voce e senza storia in regioni che erano nostre, ma io non ho mai ritenuto significativi i riusltati delle urne: io avevo dei sondaggi, capite? Dati scientifici cazzo, fogli che dicevano, che dicono ancora, che si può fare! E allora scendiamo in piazza…scusate, scusate. |
| Mi sono dimesso per due motivi. Il primo è che pensavo che le mie dimissioni avrebbero aiutato a rendere la situazione meno convulsa, anche sul piano mediatico, e ne ho avuto conferma. «Perché ci tenevo ad affermare che anche una persona che aveva preso tre milioni di voti poteva affermare un’idea della politica diversa. |
Mi sono dimesso per due motivi. Il primo è che pensavo che con le mie dimissioni il partito si sarebbe ritrovato definitivamente nella merda. Ma a dispetto dei sondaggi sto cazzo de ferrarese è ancora vivo. E poi perché anche una persona che ha il voto da tre milioni di persone può, con determinazione e metodo, giorno dopo giorno, deluderle tutte quante una a una, sui temi più disparati: sentivo di aver raggiunto questo obiettivo. |
| Quanto ci vorrà per battere la destra? Il tempo di un ciclo politico. La destra ha vinto una battaglia culturale. |
Non li batteremo neanche quando morirà Berlusconi. Puntavamo sull’editoria, la musica, il cinema: ha vinto Mediashopping. |
| Non mi piacciono le liste bloccate, ma nemmeno le preferenze, credo che la cosa migliore siano i collegi uninominali. |
Le liste bloccate sono state una figata pazzesca: la Melandri teneva il sacchetto con i nomi e Realacci quello con i numeri, estraevano e li accoppiavamo, madonna le risate. Erano giorni felici, si poteva fare, lo dicevano parecchi sondaggi.
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Postato in: Parla come magni.
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on Mar 31st, 2009 at 18:27
Ahahah, che taglio la traduzione sulla sinistra.
Perchè era quello a destra il discorso vero, no?
on Apr 7th, 2009 at 00:48
Ottimo post!
molto utile :=)