Fondazione Daje Rotating Header Image

Parla come magni/12. Tòo ricordi Warter?

Estratti di Walter Veltroni ieri alla Luiss in occasione del 3° Workshop del “Master in Educazione Civica” Traduzione
Adesso finalmente posso gestire il mio tempo. Non so che fare, non mangio, non dormo più, la notte alterno Ghezzi e Marzullo.
Non intendo parlare della politica di oggi, dell’attualità. Non nominatemi nessuno che oggi ho saltato lo Xanax, finisce male, ve lo dico eh.
Sono d’accordo per dare più poteri al premier, a patto di risolvere il conflitto di interessi. Facesse come gli pare, tanto ormai non lo battono neanche a Uno, se per favore ci può lasciare raitre che Elisir domenica prossima parla di depressione.
Abbiamo fatto un grande rimonta, e far sottoscrivere un programma di governo ad Antonio Di Pietro non era per nulla una brutta idea. Ieri riguardavo le diapositive della tournee sul pullman, eravamo belli, vestivamo alla marinara. Io pensavo che potesse funzionare, con Tonino: dialogare, diventare amici, una cena fuori, uno chalet in montagna, aprire la bottiglia buona, farsi crescere i capelli…
In politica ci si può bruciare le ali, ma bisogna saper dire al proprio mondo le cose più dure e difficili. In politica puoi fare dozzine di puttanate, ma non c’è niente che una citazione di Kennedy non possa risolvere.
Certo, le elezioni in Abruzzo hanno avuto la loro storia, quelle sarde pure… Ma il giorno in cui ho dato le dimissioni da leader del Pd avevo sul tavolo un sondaggio, a cui ne accostavo un altro, sulla forza dei diversi partiti d’Europa, da cui risulta che il Pd era uno dei partiti più forti della sinistra europea e credo che lo sia ancora! Certo, siamo riusciti a farci battere da due inutili pupazzi senza voce e senza storia in regioni che erano nostre, ma io non ho mai ritenuto significativi i riusltati delle urne: io avevo dei sondaggi, capite? Dati scientifici cazzo, fogli che dicevano, che dicono ancora, che si può fare! E allora scendiamo in piazza…scusate, scusate.
Mi sono dimesso per due motivi. Il primo è che pensavo che le mie dimissioni avrebbero aiutato a rendere la situazione meno convulsa, anche sul piano mediatico, e ne ho avuto conferma. «Perché ci tenevo ad affermare che anche una persona che aveva preso tre milioni di voti poteva affermare un’idea della politica diversa. Mi sono dimesso per due motivi. Il primo è che pensavo che con le mie dimissioni il partito si sarebbe ritrovato definitivamente nella merda. Ma a dispetto dei sondaggi sto cazzo de ferrarese è ancora vivo. E poi perché anche una persona che ha il voto da tre milioni di persone può, con determinazione e metodo, giorno dopo giorno, deluderle tutte quante una a una, sui temi più disparati: sentivo di aver raggiunto questo obiettivo.
Quanto ci vorrà per battere la destra? Il tempo di un ciclo politico. La destra ha vinto una battaglia culturale. Non li batteremo neanche quando morirà Berlusconi. Puntavamo sull’editoria, la musica, il cinema: ha vinto Mediashopping.
Non mi piacciono le liste bloccate, ma nemmeno le preferenze, credo che la cosa migliore siano i collegi uninominali. Le liste bloccate sono state una figata pazzesca: la Melandri teneva il sacchetto con i nomi e Realacci quello con i numeri, estraevano e li accoppiavamo, madonna le risate. Erano giorni felici, si poteva fare, lo dicevano parecchi sondaggi.

2 Comments on “Parla come magni/12. Tòo ricordi Warter?”

  1. #1 belphagor
    on Mar 31st, 2009 at 18:27

    Ahahah, che taglio la traduzione sulla sinistra.
    Perchè era quello a destra il discorso vero, no?

  2. #2 Carta Verde
    on Apr 7th, 2009 at 00:48

    Ottimo post!
    molto utile :=)

Leave a Comment

Switch to our mobile site