Abbiamo inaugurato, con una cronaca articolata del dajista Paolo Beneforti, una rubrica che vorremmo alimentare nei prossimi mesi: si chiama “Cronache dalla Fanga” e ha come obiettivo quello di raccontare il Pd di periferia, dove i tram non vanno avanti più e dove l’aria è popolare – che spesso è poco conosciuto, poco raccontato, e poco come lo vorremmo. Obiettivo complementare è quello di stimolare un dibattito, franco e aperto e comparativo – su possibilità, difetti e pregi, incongruenze e scelte di configurazione di un partito sull’orografia politica di un territorio.
Segnaliamo quindi una prima risposta di Emidio Picariello, sul sito de I Mille: Le primarie mi divertono solo se vince il candidato che mi pare. Dal titolo del suo post tuttavia sorge spontaneo il dubbio che il Picariello poco abbia inteso delle intenzioni nostre e del Beneforti. Il suo attacco è un po’ alla cieca come se tutto fosse aprioristicamente contro le primarie, o Pistoia, o chissà che, salvo poi concludere dicendo che “La situazione è meno semplice di come sembra. Gestita perfettamente? Non direi” che è esattamente quello che il post ha cercato di raccontare a chi è interessato a conoscere – come noi, e probabilmente chi legge – il modo in cui si muove il Partito Democratico sul territorio, e le scelte che fa: per esempio quanti segretari sceglie per un unico posto vacante (uno, tre, quarantaquattro con il resto di due?), che campagna elettorale fa o con chi si allea per le amministrative.
Detto questo, rimaniamo a disposizione di chi voglia puntualizzare, intervenire, dettagliare, chiarendo peraltro che ridere è una cosa estremamente seria e non preclude la possibilità di ragionare. E in più rilanciamo questo spazio, questa rubrica, come possibilità (costruttiva) di raccontare la fanga del proprio territorio a tutti i dajisti di buona volontà (la mail è info@fondazionedaje.com).














on Mar 17th, 2009 at 14:58
“Il suo attacco è un po’ alla cieca”
mi pareva invece di avere puntualmente risposto, frase per frase…
Si conclude in quel modo perché il Beneforti aveva semplificato una situazione che semplice non è.
on Mar 17th, 2009 at 15:53
Ammazza, e meno male che l’aveva semplificata: io dopo la lettura di Beneforti avevo già avuto un giramento di testa e un moderato episodio di epistassi. La Picarello’s Version mi ha dato il colpo di grazia, non vorrò più avvicinarmi a Pistoia nel timore di rimanerci impastoiato (o impistoiato ahr ahr ahr) sine die.
A parte gli scherzi, mi sembra che la morale sia “se riusciamo a fare simili casini a livello locale, come potremo dare un migliore spettacolo a livello nazionale?”. I dettagli della storia e le specifiche ragioni dei contendenti sono ininfluenti, figuriamoci metterci a discuterne.