Sabato, Assemblea Costituente del Pd, Fiera di Roma. Apre i lavori Anna Finocchiaro, e il modo in cui presenta le due prime alternative al voto (elezione del segretario o scioglimento dell’Assemblea e primarie) doveva già far capire l’andazzo di ratifica e non di battaglia: (cito a memoria) “sulla prima c’è il consenso di tutti i coordinatori regionali, la seconda è la proposta di Parisi e di altri amici”. In molti lo hanno notato in diretta: non era un modo equanime di presentare le due alternative che 5 relatori per parte, equanimamente, avrebbero presentato di lì a poco e che un’assemblea sovrana avrebbe dovuto votare.
Il cerino corto delle primarie lasciato in mano al solo debolissimo Parisi s’è spento ancora più presto di ogni previsione della vigilia – nonostante gli sforzi degli “altri amici” indicibili (nel senso di non degni di nome) che le chiedevano. Ma il ruolo di Parisi non era terminato: doveva anche riuscire a candidarsi contro Franceschini.
Franceschini: Antonello (Soro, ndr), io ho fatto raccogliere le firme per Parisi, perché non ce la faceva – ho fatto male?
Finocchiaro: Hai fatto bene, hai fatto benissimo
Soro: (risate) Non ce la faceva a raccogliere le firme?
Franceschini: Non ce la faceva coi numeri













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