L’hotel Raphael senza monetine. Questa è l’immagine che mi è venuta in mente quando alle 13.45 circa la Finocchiaro prima e Bettini e Letta e Fassino poi si sono messi in marcia tra comitive di giapponesi e scolaresche caciarone, a bocche cucite, passo lungo, occhio vitreo, sgomitando microfoni, in pausa pranzo, a digerir dimissioni e sensi di colpa, orgoglio e responsabilità. Come ho pensato sta cosa, mi son subito autocazziato perché l’hotel Raphael non c’entra, qui è tutt’altra storia, ovvio, e soprattutto, a rendere improprio l’accostamento c’era la totale mancanza di passione, partecipazione, indignazione o solidarietà di popolo a ciò che ora dopo ora andava prendendo corpo in quel palazzo, in quella sede del Pd sulla porta della quale ogni settimana cambiano le insegne. Ma la fuga di chi doveva spiegare c’era tutta.
L’ultimo giorno di Walter raccontato da Diego Bianchi sul suo blog.













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