Lo scorso agosto ad Arrone, Walter Verini ha tirato fuori dalla tasca una lettera che aveva ricevuto da una ragazza che esprimeva tutta la sua voglia di essere nel cono di luce che illumina gli artisti. [...]
Sabato al Circo Massimo, sento la stessa storia del fascio di luce, dell’occhio di bue, che una ragazza ha raccontato a Marco Lodoli e che Veltroni ha raccontato. Oddio, può anche essere che la ragazza prima scrive a Verini e poi si confida con Lodoli, del resto ai miei tempi le mie compagne scrivevano a Cristina D’Avena e poi si confidavano coi professori.
Corrispondenze (che palle) (il secondo link è nostro, ndr).













on Ott 28th, 2008 at 17:32
a me questa storia ricorda tanto il brano a vita bassa dei baustelle che a sua volta era ispirato ad un articolo di non mi ricordo chi (akille lo sa ci ha fatto un post) su repubblica
on Ott 28th, 2008 at 17:34
ah l’articolo era sempre di marco lodoli.
mmm sta cosa mi puzza un pò
on Ott 28th, 2008 at 17:37
correggo non è che mi ricorda tanto quell’articolo era quell’articolo.
ma veltroni e prima verini hanno ritirato fuori una lettera di almeno 3 anni fa?
on Ott 29th, 2008 at 12:03
non vorrete darmi a bere che questa faccenda si configura come “cazzata quotidiana” di Dajesca tradizione…