Ieri pomeriggio, nella Sala Rossa dell’ex municipio di Cinecittà, come prima iniziativa pubblica della neonata associazione DemocraticaMente, Diego Bianchi ha intervistato Little Gipsy, aka il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
Simone era lì e così lo racconta dal suo blog:
L’incontro è in programma alle 18, ma dopo mezzora di attesa di Zingaretti ancora neanche l’ombra [...] Poi Zingaretti arriva, e l’intervista prende il via. Diego Bianchi chiarisce subito il clima informale dicendo che “Nicola è arrivato in ritardo perché ha trovato traffico a Roma, finché stava fuori scorreva benissimo, in Provincia il problema del traffico non c’è, diciamole ste cose”. Finita la premessa, con la scusa che un leader cura anche l’immagine, ecco che salta fuori una copia di Vanity Fair, con foto a tutta pagina di uno Zingaretti estremamente glamour. Zoro lo stuzzica sulla parentela e butta lì un “Sembra scattata tra le stradine di Vigata”. Il fratello di Montalbano non raccoglie, non si imbarazza più di tanto per il servizio, e comincia da subito il leit motiv che riproporrà per un ora: non risponde. Bianchi gli chiede del problema di un Partito Democratico scisso in, pare, 18 correnti, volendone togliere qualcuna inventata dalla stampa diciamo una dozzina,e il Presidente risponde: “Sarebbe una follia”. Zoro gli fa notare che non si sta parlando di un’ipotesi, ma di un dato di fatto, che bisogna dire “è una follia”, ma Zingaretti non raccoglie, e si limita a dichiarare: “ Io non mi iscriverò mai ad una corrente. Il paese ci chiede altro”. Qualcuno dal fondo della sala dice a mezza bocca “Eh, ma rispondeteje ar paese”.
Altri commenti di dajisti presenti
La fanga de cinecittà nei 20 minuti in cui ha avuto parola s’è dimostrata più dajista de noi
little gypsy aveva un tono piacionesco/lideristico forse inevitabile ma un po’ irritante. La base, oltre che numerosa, ha detto cose cazzute e assai sensate.
Significativo però che l’età media degli intervenuti a parlare della difficoltà di costruire il partito fosse sopra i settanta (il giovane giaccheccravattato accanto a me, che aveva tutta l’aria di appartenere a qualche entourage, invece mormorava “macheccazzostaiaddì” a qualunque obiezione del vecchio compagno di turno. Che magari sparava cazzate, ma sembrava l’incontro tra due mondi diversi)
Nel post ufficiale dei ragazzi dell’associazione (DemocraticaMente, buona la prima) anche il pdf della cronaca sull’Unità di Roma, a firma di Cesare Buquicchio













0 Comments on “Eh, ma rispondeteje ar paese!”
Leave a Comment