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    Ultim’ora. Vigilanza Rai: il presidente in carica non si dimette.

    Continua il gioco che sta appassionando l’Italia: Zavoli o Villari, chi vuoi buttare da Latorre?

    Gente che si monta la testa

    Vigilanza Rai, Sergio Zavoli verso la presidenza

    Accordo bipartisan sul nome di Zavoli, rimane un solo ultimo dubbio: se nominare il suo ectoplasma o proprio lui.

    Guida all’ascolto

    Trentatré trentini punto uno per cento

    Caro Zoro, cosa ne pensi del successo di Dellai a Trento? Sei contento perché abbiamo vinto o sei incazzato perché abbiamo vinto con l’Udc? - Circolo Pd Trentatré trentini punto uno per cento

    Ovviamente sono contento, ci mancherebbe altro, e però trovo del tutto fuori luogo e poco diffusa tra chi ha votato Pd l’ansia mostrata da tanti dirigenti piddini di centro di esportare l’alleanza con l’Udc nel resto d’Italia. L’altro giorno ho partecipato ad un appassionato dibattito in una sezione di Roma, una accesa autoterapia dove si parlava di tutto, dai problemi della ricerca e delle università al malfunzionamento delle p.a., dalla politica estera di Obama alle iniziative di quartiere, e c’era gente che dichiarava esplicitamente che un Pd alleato con Cuffaro e Casini opterebbe per un discutibile patto elettorale in luogo di un più auspicabile patto sociale. Se Obama ha significato “change”, allearsi con l’Udc, si diceva in quella sezione, significherebbe ammettere che cambiare, da noi, è impossibile.

    Ciao Zoro, io ero con te in quella sezione e devo dire che pur nella perplessità generale, non tutti erano a priori contrari ad allearsi con l’Udc. Quindi? - Circolo Pd Tabacci Loro

    Quindi niente, si proceda col dibattito, purché alla luce del sole. Pur di governare al posto di Berlusconi in molti lo farebbero con chiunque, o quasi (è un vecchio ricatto, che funziona sempre, fin qui anche su di me). Qualcuno in quella sezione ha addirittura evocato la “prassi gramsciana”, necessaria per non morire di troppo idealismo. E però è vero pure che di prassi sto Partito agonizza da troppo tempo.

    Da il Riformista di venerdì scorso

    Le pagelle ombra della settimana ombra

    La scorsa settimana avevamo sollevato qualche interrogativo sul Governo Ombra del Pd. Sette giorni dopo, proviamo a capirci qualcosa di più, con delle vere e proprie pagelle dei Ministri Democratici.
    E come recita uno slogan amato alla Fondazione: “a chi tocca nun s’ingrugna”.

    Veltroni 4
    Interviene, s’indigna, s’impegna, non getta la spugna con gran dignità. Chiama la palla ai suoi, spesso intervenendo al posto di 3-4 ministri ombra contemporaneamente. Intanto detta gli schemi, ammucchiando tutti gli effettivi a difesa di Orlando. Ma il Pdl elegge Villari, cogliendolo in contropiede e lasciandogli il cerino in mano. Lui alza il braccio e urla: regime! Ma la bandierina del guardalinee rimane mestamente abbassata.
    Sbilanciato

    Fassino 5
    Giustamente lui marca ad uomo Frattini, ma intanto la politica estera del Governo vero la fa Berlusconi, che scherza con Obama, si allea con la Russia, conquista il Brasile. E il Ministro Ombra per gli Affari Esteri cosa ci può fare?
    Fuoriposizione.

    Minniti 6
    Il Ministro ombra per l’ Interno questa settimana si dà da fare. Presenzia agli stati generali per la legalità, parla di criminalità organizzata, approva la nomina di Pisanu. Apprezziamo la volontà, almeno.
    Presente.

    Tenaglia 4
    Il ministro ombra per la Giustizia dichiara che la sentenza sul G8 di Genova “lascia l’amaro in bocca”. Sarà il sangue di qualche manganellata, che sta colando.
    Metaforico.

    Bersani 7
    Il responsabile Pd per Economia e Finanze apparentemente fa poco, ma intanto deve smentire chi lo vuole sindaco di Bologna e chi lo dice successore di Veltroni. Insomma, si allena a smentire, e quindi ad un futuro da premier.
    Lungimirante.

    Garavaglia 5
    Ribadiamo: il ministro ombra per l’Istruzione Università e Ricerca dovremmo vederlo ovunque in questo periodo, invece niente. Per dirla come gli studenti: scendi giù, scendi giù, manifesta pure tu.
    Lenta.

    Colaninno 4
    Si vede proprio poco, ma tanto c’è la crisi, e pure la recessione tecnica e quella questione Alitalia sulla quale magari dovrebbe chiedere a qualcuno. Insomma, cosa mai potrebbe dire un ministro ombra per lo sviluppo economico?
    Surreale.

    Letta 3
    No, lui poverino non ha fatto niente, davvero. Ma Rotondi ha detto che sarà il nuovo Prodi. Quindi.
    Bruciato.

    Pinotti 5,5
    Il ministro ombra alla difesa. Lo sapevate? Eppure ultimamente, complice la giornata delle Forze Armate, ha fatto quel che poteva, dichiarando su qualsiasi cosa.
    Pacifica.

    Melandri 4
    Giustificata dal fatto di essere ombra senza ministero (il suo dirimpettaio non è l’inesistente ministro delle comunicazioni, ma un normale sottosegretario), pare un po’ distratta dalla vittoria di Obama. Assente (nel vero senso della parola) mentre veniva eletto Villari, forse era a fare una lampada.
    Amerigana.

    Ventura S.v.
    Siccome non sappiamo quando avremo modo di giudicarlo, poniamo un interrogativo. Ma cosa deve fare il ministro ombra per l’attuazione del programma? Controllare se il Governo attua il suo, e protestare sdegnato se non lo fa?

    Andria, Realacci, Cerami, Chiamparino, Bastico, Franco, Magnolfi, Picierno: i loro omologhi al Governo vero non fanno granchè. Perché loro dovrebbero sforzarsi?
    Non pervenuti.

    Tolleranza Zoro 13a puntata. Sulla lavagnetta, il modello Trento e la necessità di mollare Obama

    Da Obama a Dellai, da Chicago a Trento, il vento è cambiato, la nuova stagione sembra al dunque veder sorgere il sole, finalmente si can, ma rigorosamente al centro, sempre più al centro, un po’ troppo al centro, tra modelli esportabili e alleanze discutibili, tra Casini e Cuffaro passando per Tormarancia, discutendo come si deve, discutendo dove si può.

    E’ online la tredicesima puntata di Tolleranza Zoro, andata in onda venerdì scorso a Parla con me su RaiTre. Anche sul blog di Diego.

    Dinamica dajista

    La DajeNight di Firenze… potete trovare alcune foto nel nostro pool di Flickr.

    Se stasera non sei qui

    Non è perché non vuoi ci vuoi bene, lo sappiamo… e proprio perchè non tutti i Dajisti e i simpatizzanti di Zoro e della Fondazione Daje potranno essere a Firenze questa sera, ti invitiamo a lasciarci comunque un messaggio. Se c’è qualcosa che vuoi far sapere agli altri Dajisti, se vuoi urlare forte Daje a qualcuno o a qualcosa, se vuoi parlare con Diego, se vuoi che la Fondazione si faccia portavoce di una tua idea o di un tuo malumore, lascia un messaggio con fiducia.
    Sarà letto questa sera nel corso della Daje Night, e le risposte e le reazioni arriveranno nei prossimi giorni qui sul sito.
    Allora, che aspetti? Daje pure te di commento!

    Le fricc, c’est chic

    Il “nostro” Fricca, aka Rododentro, aka il geniale Filippo Ricca, dajista ad honorem e stupefacente satiro dal tratto pulito e dal cuore ghignante, inaugura una mostra delle sue molteplici cose: il titolo è Fricc out.

    Stasera, giovedì 13 novembre al FUSOLA (via G. Pitacco 29, Largo Preneste, Roma) c’è il vernissage, qualsiasi cosa voglia dire.

    Poi la mostra prosegue fino al 30 novembre, dal giovedì alla domenica dalle 21.00 alle 2.00.

    Don’t vote for change

    Il successo del centro sinistra a Trento tiene banco tra chi proietta il dato su scala nazionale e chi lo prende per quello che è, un voto in una Provincia Autonoma.

    E mentre Francesco Rutelli si è affrettato ad esaltare le “alleanze di nuovo conio”, Enrico Letta a sostenere il “modello Trento” e Beppe Fioroni a dichiare che “al centro si vince” c’è chi, come Tommaso Caldarelli o Giuseppe Civati o un neonato gruppo su facebook, ci tiene a far sapere che se il PD ipotizza  la convergenza con l’Unione dei Democratici di Centro,  senza peraltro coinvolgere su questo gli iscritti,  allora  loro potrebbero anche decidere di farla questa convergenza. Altrove.

    Tutto sul Sud Dakota (senza aver ancora capito cosa sia successo a Torbellamonaca)

    Caro Zoro, ho avuto la conferma che sei dalemiano perché m’hanno detto che l’altra sera hai seguito l’Obama night alla festa di Red Tv invece che a Piazza di Pietra dove c’era Youdem. Da te non me l’aspettavo. - Circolo Pd Sissoko Segretario della Giovanile

    Ebbene sì, lo ammetto. Purtroppo sono arrivato in ritardo e già sufficientemente appagato dalla vittoria della Roma, che va bene Obama, ma le priorità so priorità e dopo il terzo gol di Vucinic ero appagato a sufficienza da accettare anche una vittoria di McCain. So tra l’altro che D’Alema ha applicato le stesse priorità alla serata arrivando direttamente dallo Stadio Olimpico. Mentre in pedana una ragazza nuda veniva pitturata di fresco, la puzza d’uomo annientava l’aria condizionata e toglieva il respiro più della suspence elettorale, impossibile da subire visto che, studio a parte, non c’era un televisore in sala neanche a pagarlo.

    Ciao Zoro, ho avuto la conferma che sei veltroniano perché m’hanno detto che l’altra sera hai seguito l’Obama night a Piazza di Pietra dove c’era Youdem invece che all’inaugurazione di Red Tv. Da te non me l’aspettavo. - Circolo Pd Coro Gospel di Gallipoli

    Ebbene sì, lo ammetto. Ho seguito lo spoglio insieme al Segretario, mi sono stretto intorno a lui più forte di quanto non abbiano fatto tutti gli uomini del capo, i quali sgomitavano per stargli più vicino e per tenersi svegli davanti alla corazzata Potemkin imposta loro sotto forma di proiezioni CNN. Quando tal Sarubbi (conduttore della maratona nonché parlamentare) ha accolto la Melandri citando la Carfagna, ma quando soprattutto ha implorato alla gente di rimanere lì con lui anche dopo il concession speech di Veltroni, ho capito che inconsapevolmente ero finito dentro un nuovo sperimentalissimo reality dove nessuno aveva più voglia di far finta di sapere tutto sul Sud Dakota senza aver ancora capito cosa sia successo a Torbellamonaca.

    Da Il Riformista di sabato scorso.

    Manco lo Shadow

    Intendiamoci, per carità: è bella l’idea del Governo Ombra.  Moderna, risoluta, ben comunicata, fornisce la sensazione di un Partito organizzato e fattivo, in cui ognuno ha un ruolo e qualcosa da fare la mattina quando arriva in ufficio.

    Però, a qualche mese dalla sua istituzione, sorge un dubbio: funziona? E quanto?

    Prendiamo per esempio l’ultima settimana, nella quale è facile individuare alcuni temi di grande interesse per la collettività. Dovrebbe essere altrettanto facile cercare le reazioni e le proposte del Governo  Ombra.

    Per cominciare dalle cose grosse: è stata la settimana della vittoria di Obama e, a cascata, delle gaffe di Berlusconi e di Gasparri. Son cose serie, pare, che coinvolgono un grande leader di una grande nazione democratica e amica. Ci vorrebbe un Ministro Ombra per gli Esteri. Il Pd ce l’ha, è Fassino.  Avete sentito Fassino rispondere a Berlusconi e a Gasparri? A me pare abbia risposto Veltroni. E va beh, è leader, è giusto che risponda lui. Ma povero Fassino…

    Andiamo avanti. Negli ultimi giorni, il Presidente Emerito Cossiga è tornato alla carica (almeno una carica immaginata), con una serie di consigli alle forze dell’ordine, che secondo Lui dovrebbero attendere disordini più gravi e poi picchiare, picchiare, picchiare. Ce l’ha il Pd un ministro ombra degli Interni, che parli di legalità e ordine pubblico? Sì, è Minniti. Ha detto qualcosa Minniti sulle dichiarazioni di Cossiga? Non sembrerebbe. Oppure l’ha detto sottovoce.

    Scuola è università.  Sappiamo tutti cosa sta succedendo. C’è un Ministro Ombra incaricato? Sì, è Maria Pia Garavaglia. Beh, ditemi in quale altro momento la Garavaglia dovrebbe comparire tutti i santi i giorni al telegiornale, da Floris, da Santoro, da Mentana, da Vespa. Ditemi voi se non dovrebbe dormire negli studi di Otto e mezzo per presidiare Omnibus la 7 della mattina dopo. Lo fa?

    E poi ci sono tensioni e insofferenze in molti altri settori. Tra scioperi e Alitalia, non è una buona settimana per i trasporti. Qualcuno di voi ha visto Andrea Martella? Operai e lavoratori continuano a morire sul lavoro, mentre la crisi mette in dubbio gli stipendi e i contriatti del mese a venire. Notizie da Enrico Letta?

    Per finire, grande giubilo e attenzione giornalistica per l’incontro di D’alema con Fini, per aprire un nuovo dialogo sulla riforma federale. Va tutto bene, purchè qualcuno si ricordi di fare un colpo di telefono anche a Chiamparino, Ministro Ombra  incaricato sulle Riforme per il Federalismo.

    Tolleranza Zoro. Famo a chi è più Obama?

    Da Barack Obama a Walter Veltroni passando per Mirko Vucinic, Paola Concia, Giovanna Melandri, Red Tv, Youdem, John Coltrane, Bob Marley, Maceo Parker e molti altri.

    E’ online la dodicesima puntata di Tolleranza Zoro, andata in onda venerdì scorso a Parla con me. Anche sul blog di Diego.

    Le reazioni: blogbabel, google blog search, technorati

    Tutto rientrato: era solo uno spot…

    18 amici per me posson bastare

    Con i suoi 35 anni è l’assessore più giovane della giunta capitolina e da oggi, Sveva Belviso, è anche la prima della squadra di Alemanno a sbarcare su Facebook. Registrata da 3 giorni, l’assessore alle Politiche sociali conta 18 amici. [...] “a prescindere dal mio ruolo di amministratore, Facebook si sta dimostrando importante anche da punto di vista delle relazioni personali. Io ci sono da soli 3 giorni e già sono rientrata in contatto con due compagni del liceo e con un amico con il quale praticavo sport e che non vedevo da anni”.

    Da un comunicato stampa OMNIROMA del 06 novembre

    Nanoterapie

    Berlusconi: «Forze oscure vogliono mettermi contro Obama (haha oscure, ho fatto la battuta)»

    Mosca - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è detto stupito e irritato per il clamore suscitato nel mondo dai suoi giudizi su Barack Obama, definito “giovane, bello e abbronzato”. “Come al solito”, ha dichiarato Berlusconi, “la stampa di sinistra riporta le mie affermazioni in maniera distorta e soprattutto incompleta. Io avevo aggiunto che Obama ha il ritmo nel sangue”.

    Da Chicago, lo staff di Obama getta acqua sul fuoco delle polemiche. “Anzi”, ha dichiarato il portavoce, “al presidente quel nanetto mafioso italiano che pensa solo a cantare e a correre dietro alla figa sta simpaticissimo”.

    Yes, they can

    Il PD italiano festeggia. Sembrano quei tizi che si vedono nei telegiornali, che stappano lo spumante dopo che è uscito il sei al superenalotto: cantano e ballano, ma non hanno vinto un cazzo. 

    Obama presidente visto dall’Italia, grazie a Spinoza.

    Role Models

    Veltroni è obamiano da sempre.
    In compenso McCain si è scoperto veltroniano: non vedeva l’ora di telefonare al vincitore per congratularsi.