Fondazione Daje Rotating Header Image
  • E' attivo il tesseramento 2009: c’è una comodissima iscrizione ikea fai-da-te, con carica autoattribuita e beer validation
  • In giro sul web c'è un aggregatore, in continuo rimescolìo
  • Tutti gli appuntamenti nel calendario dajista
  • Le foto delle daje night e altri incontri sono nel gruppo omonimo
  • Per ospitare una daje night o per dare una mano c'è la mail
  • Diretta dajista dalla piattaforma di Bersani

    Se, come al solito, tutto funziona, proveremo a seguire e commentare con puntiglio dajista l’annuncio della sudata piattaforma di Bersani per la segreteria del Pd – grazie anche al nostro Diego Bianchi camuffato da bersaniano tra la folla bersaniana che verosimilmente si riunirà all’Ambra Jovinelli a Roma, verso le 16.30. L’evento si chiama Idee per il Pd e per l’Italia - Bersani presenta la sua candidatura, per la precisione.

    Update delle 18.36.
    Bersani conclude il suo discorsetto introduttivo di oltre un’ora con una battuta contro i giovanilismi esasperati della mozione congressuale a lui avversa (”Nel cambiamento, chi ci crede è giovane e chi non ci crede è vecchio”) e una canzone di Vasco Rossi che si è tosto persa nel diluvio d’origine serracchianica tutt’intorno al teatro, che ha tormentato i collegamenti audio e video. Red Tv e You Dem hanno mollato il colpo satellitare quasi subito, l’unica a resistere era Sky Active ma in clamoroso ritardo. Per una decina di minuti abbiamo garantito la democratica informazione ai bersaniani del web aggrappati al tenue filo del cellulare di Diego che rimandava le parole del wannabe segretario piacentino. Poi l’ultima metà del discorso lo abbiamo sentito aggrappati al tenue filo delle buonanime di Radio Radicale, tra mille disconnessioni. Se domani all’incontro con Veltroni non ci sarà come minimo una tromba d’aria sarà a tutti chiaro dove sta spirando il vento fortunello. Grazie a tutti quelli che hanno sopportato la tecnicamente disastrata diretta.

    Thriller Pd

    Caro Diego, sono addolorato per la morte di Michael Jackson, non riesco a farmene capace, non so come tirarmi su. Aiutami, per favore. - Circolo Pd Human Nature

    Michael Jackson è stato l’unico artista che ho imitato da piccolo (mascherandomi come lui nel video di Billie Jean), il mio primo mito giovanile (secondo solo ad Uto Ughi, da me idolatrato all’età di 7 anni, quando dopo averlo visto in tv mi feci comprare da mia nonna un violino, che lei comprò cinese, con grande orgoglio maoista); il tuo dolore è il mio. Riguardando i suoi video più belli, clicco a tempo sui passi di Thriller, sul balletto degli zombie che ha popolato i miei incubi, sullo sguardo traditore che precede quella risata sadica indimenticabile. Poi ho pensato alla direzione del Pd chiusa al Nazareno a parlare di statuto e regole nate morte. Poi ho ripensato agli zombie che ballavano. Poi al Pd. Poi agli zombie. Poi al Pd, e a cambiar pelle all’infinito, col rischio di morire, senza aver ballato davvero mai.

    [da Il Riformista di sabato 2/2]

    Il grande vecchio gioca a Jouer

    Ciao Diego, hai visto il video pubblicato dall’Espresso del festino a Villa Certosa con Berlusconi che canta vestito da Tony Manero, Simon Le Bon che si esibisce per lui e le signorine a cavallo della giostra? Come siamo arrivati a questo? - Circolo Pd Wild Boys

    Dalla visione di quel filmato si possono ricavare e confermare molte delle teorie sul peso culturale, sociale e politico degli anni 80 e dei suoi miti nella formazione di tutti noi. Solo stamattina però ho visto la luce, nuova, imprevedibile, rivelata da quel telefonino galeotto usato a mo’ di videocamera: l’ideologo del veltrusconismo (qualsiasi cosa esso sia), nonché Grande Vecchio di secoli brevi e medi, è Claudio Cecchetto. Lui ha inventato il Gioca Jouer che Berlusconi e le sue conigliette ballano a Villa Certosa, lui ha plasmato dal nulla Jovanotti, l’ultimo cantore della perdita di fiducia della sinistra italiana nella sinistra italiana. Quel che è partito con dormire, salutare, autostop, spray, macho, baciare, saluti, capelli e superman, è arrivato con cani randagi cammelli e remagi, possibilmente disposti a perdere. La regia occulta cecchettiana è chiara. Sono grandi verità alle quali si arriva così, all’improvviso, che lasciano attoniti, spiegano molto. Chi cerca un terzo uomo, ora sa dove cercare.

    [da Il Riformista di sabato 1/2]

    Diretta dajista. In collegamento dal Lingotto

    Sabato 27 giugno, incontro dei Piombini a Torino.
    C’è il nostro Diego Bianchi inviato al Lingotto, luogo mitologico e fondativo del Partito Democratico.

    In due mandate, dalle 12 alle 13.30 e poi dalle 14.30 alle 15.30, confortati dal dio dei wifi bucolici, è andata in onda una diretta dajista, con commenti dell’ottimo (e unico) live messo in piedi da I Mille nel loro sito e collegamenti telefonici dal centro dei turbinosi eventi: Diego Bianchi con la telecronaca dagli anfratti piombini e dal backstage dei relatori, (che è riuscito a passarci) Debora Serracchiani in person, fresca di strategico spostamento nel pomeriggio per far parlare Franceschini e Bersani e di incazzamenti vari e battute rompighiaccio poi replicate dal podio, la serracchianologa Guia Soncini, Emidio Picariello dalla platea, Paolo Beneforti da casa, le cicale che non l’hanno smessa un secondo e lo sposo del matrimonio che si sarebbe tenuto pochi minuti dopo la fine della diretta. Grazie a tutti, un grazie speciale a David, che ci ha messo embed dal sito di Skytg24. Continua a leggere →

    Il modello Bassano del Grappa: battere la destra con la destra?


    [Riceviamo e pubblichiamo da Valentina Bortolotto, dajista e piddina nordista della prima ora, il racconto localissimo delle amministrative su nel nord est – tosto taggato nella amata rubrica 'cronache dalla fanga'. Se ne avete di simili, l'email è sempre info@fondazionedaje.com]

    Qui in Veneto, da soli o con la cosiddetta sinistra antagonista, raramente si vince. Se va bene si arriva al ballottaggio, che regolarmente ci inchioda all’opposizione. E allora come strappare un comune medio-grande dalle mani affariste e purulente delle destre? Come sfamare la fame atavica di eterni secondi? Ebbene è possibile. Qui siamo a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, e di seguito la storia di come il Pd – incredibile! – sia riuscito a vincere le amministrative.

    Il Partito Democratico ha vinto (vedi risultati delle elezioni). Ha vinto contro Pdl e Lega insieme. Ha vinto dopo decenni di quasi ininterrotto governo di un’”associazione” di quartiere di area centrodestra! Abbiamo vinto! abbiamo vinto. Abbiamo vinto…

    Aspetta un attimo però: il sindaco (Stefano Cimatti) é dell’Udc. Al primo turno lo sosteneva il Pd con la Liga Veneta Repubblica (ndr: vecchia costola della lega nord staccatasi per lo squilibrio tra veneti e lombardi) e abbiamo perso il 10% di voti rispetto alle politiche 2008. Ma si sa, il nazionale è tutta una storia a sé. Dopo il primo turno Udc (che al primo turno sosteneva un altro candidato ancora) e due civiche di (più o meno centro-)destra hanno deciso di appoggiare il nostro candidato (oppure di contrastare l’altro, a piacere). Cosa dovevamo fare? Rifiutare? Finalmente intravedevamo la possibilità di batterli e rifiutavamo? Solo perché sono di destra? Essù.

    Poi è chiaro che durante la campagna pre-ballottaggio ci siamo dovuti mettere un po’ da parte. Smettere di volantinare il nostro simbolo, evitare troppe dichiarazioni, per non spaventare l’elettorato. E mica ce la siamo presa troppo quando hanno dichiarato “siamo noi la parte buona della destra!”. Si sa, come sono le campagne elettorali.

    Ma ora, sul carro del vincitore ci siamo anche noi! Abbiamo faticato, patito, ma ci siamo anche noi, e sapevamo che non avremmo potuto aspettarci di più. Nessuno sa quanto questa giunta durerà, né se effettivamente la convergenza che emergeva dai programmi riuscirà a colmare i divari profondi che ci sono tra noi, ma due certezze erano scolpite ieri nelle teste delle persone presenti ai festeggiamenti per la vittoria: che il compromesso raggiunto era sempre del governo della casta che avevamo sconfitto; e che il vino era maledettamente buono!

    Abbiamo vinto! Abbiamo vinto? Abbiamo vinto.

    p.s.: su wikipedia Cimatti é riportato come sindaco di centrosinistra. E’ già qualcosa.

    Senza traccia

    Tema di Maturità. Indiscrezioni sulla prima traccia.

    “Proprio ieri con un video Dario Franceschini ha dichiarato di non voler lasciare il partito nelle mani di chi lo ha preceduto. Sapresti indicare chi lo ha preceduto alla guida del PD. E soprattutto tòo ricordi Walter.”

    Sotto con le domande

    Scrive Il Foglio: «Ci siamo resi conto di non conoscere abbastanza i nostri lettori. Per questo, copiando un’iniziativa simile del Financial Times di qualche tempo fa, abbiamo deciso di porgere alcune domande a chi legge il Foglio sulla carta e sul web».

    Ok, prima domanda: come e quando avete conosciuto il padre di Noemi Letizia?

    Disponibili le date del 28 e 29 giugno, se vi volete candidà

    (in verità già prima, il 25 giugno ci sarebbe Mario Adinolfi che deve dare conferma però per il suo Tutti Dentro)

    No, dai, ci ritiriamo, è meglio

    dpressCari Dajisti, sono giorni in cui ferve il lavoro negli uffici della Fondazione Daje. Siamo tutti impegnati a ciclo continuo a raccogliere informazioni, vagliare accadimenti e sfornare battute su battute, vignette su vignette, calembour come se piovesse.

    Tutte le notti, la redazione della Fondazione Daje si riunisce e discute sui fatti del giorno prima, in particolare sulle mille vicissitudini che da qualche tempo coinvolgono il nostro Presidente del Consiglio. Al seguito della discussione avviene un fitto brainstorming, dal quale escono barzellette, scenette e racconti talmente fantasiosi da suscitare l’invidia dei più.

    Ma quando alle prime luci dell’alba la riunione si scioglie, arrivano in edicola i quotidiani. E se la creatività satiresca poteva reggere il confronto fino alle veline in villa e alla topa di topolanek, dopo le slave vestite da babbo natale, il trans e il “aspettami nel letto grande” è giunto il momento di dichiararlo ufficialmente: non je stamo più dietro.

    L’incubo sta per finire, vero? Vero? VERO?

    Caro Diego, ormai ci siamo. Un bastimento carico di escort e coca sta per travolgere il nostro Presidente del Consiglio, i testimoni delle sue scorribande sono troppi e tenerli tutti a bada è ormai impossibile, le redazioni dei giornali sono tempestate di foto e telefonate di gole più o meno profonde, Ferrara si sfila dal sempre più esiguo plotone di esegeti di Silvio, perfino Chirac regala aneddoti sulle manie del nostro Premier. A difendere l’indifendibile sono rimasti solo Ghedini, Rossella e qualche colonnello prossimo a crisi di panico. L’incubo sta per finire, vero? Vero? VERO? - Circolo Pd Verissimo

    Eh, boh, non lo so. Quand’anche Berlusconi cadesse, la valanga sarebbe devastante per tutti, anche e soprattutto perché, diciamoci la verità, noi di sinistra, a differenza di altri, all’ipotesi di diventare all’improvviso utilizzatori finali del governo non ci abbiamo mai pensato davvero.

    (da Il Riformista di sabato scorso)

    Foto paparazzi e agenzie dajiste

    Chiudiamo, con il solito velocissimo tempismo, dopo sole due settimane, il racconto della P.A.P.I. Night (resoconto). Qui sotto foto (e set) dell’impagabile Carlo Traina e dei take di agenzia letti nel corso della serata, che Sir Drake, il nostro uomo all’Havana dei media, ci ha garantito essere più che veri (buona parte dei quali si riferiscono ai primi dati degli exit poll fatti in casa, provenienti dal seggio campione dajista di Fonte Nuova che all’inizio vedeva il Pd in vantaggio di un voto nelle prime 25 schede scrutinate. (as).

    PAPI Night. Foto di Carlo Traina
    PAPI Night. Foto di Carlo Traina

    Agenzia 1: il Pd in vantaggio nel seggiod i Fonte Nuova di un voto (12 a 11)

    EUROPEE: BERLUSCONI SEGUE I RISULTATI NEL SUO STUDIO
    POL S0A QBXB EUROPEE: BERLUSCONI SEGUE I RISULTATI NEL SUO STUDIO
    Roma, 7 giu. È tutto pronto a via dell’Umiltà, sede nazionale del Pdl, per attendere i risultati elettorali delle elezioni europee. La sala stampa è stata allestita per ospitare i giornalisti e per seguire le varie trasmissioni televisive. In particolare, nello studio del Premier e’ stato allestito un maxischermo per seguire in diretta streaming la PAPI night, che la Fondazione Daje ha organizzato al Simposio, noto locale di San Lorenzo. Secondo fonti vicine al presidente del consiglio, sembra che Berlusconi sia rimasto molto turbato dal dato del seggio di Fonte Nuova, dove il Pd sarebbe in testa per un voto sul Pdl.
    07-GIU-09 23:17 NNN

    Agenzia 2: il Pdl recupera a Fonte Nuova

    EUROPEE: A GASPARRI SCAPPA UN COMMENTO
    POL S0A S91 QBXB EUROPEE: A GASPARRI SCAPPA UN COMMENTO
    ROMA, 7 GIUGNO «Anche Fonte Nuova ha confermato il sostegno al progetto politico del Pdl». E’ stato il commento di un sorridente Maurizio Gasparri, uscito per un istante dalla stanza del premier Berlusconi, per andare in bagno.
    I83-PIN 07-GIU-09 23:48 NNN

    Agenzia 3: a Fonte Nuova il caso del voto alla Lega Nord con voto di preferenza “Topo Gigio”

    EUROPEE: BORGHEZIO, CRESCIAMO IN PROVINCIA DI ROMA
    POL S0A S41 S04 QBKP EUROPEE: BORGHEZIO, CRESCIAMO IN PROVINCIA DI ROMA.
    L’eurodeputato leghista Mario Borghezio commenta il buon risultato che si profila per il Carroccio. «Dobbiamo il nostro risultato - ha spiegato rispondendo ai giornalisti - alla serietà e alla coerenza sui temi come l’immigrazione. Il popolo padano ama la gente che lavora e combatte e noi abbiamo dimostrato di farlo». “Ancora una volta - ha concluso l’esponente leghista - sono stati determinanti i voti del seggio di Fonte Nuova”
    LH/LP 07-GIU-09 23:55 NNN

    Circolo Pd Ho Vinto Qualche Cosa?

    Caro Zoro, ma tu hai capito se noi del Pd a queste elezioni abbiamo vinto o abbiamo perso? - Circolo Pd Ho Vinto Qualche Cosa?

    Guarda, la risposta è semplice. Prendendo il 26.1% abbiamo oggettivamente vinto, visto che i sondaggi, quando è andato via Veltroni, ci davano al 22%; però abbiamo anche perso perché un anno fa avevamo il 33.1%. Nondimeno abbiamo pure pareggiato, perché lo stesso Veltroni ha appena detto che quando lui è andato via i sondaggi, quelli che lui diceva che non bisognava guardare, ci davano al 26% e quindi Franceschini è inutile che fa il fico che di fatto non ha smosso un voto. Certo, analizzando il voto amministrativo, con quasi tutti i nostri comuni e province passati al Pdl, si potrebbe avventatamente avere la sgradevole sensazione di essere al cospetto di una sveglia epocale. Tuttavia, dato il particolare contesto storico-politico che mannaggia la miseriaccia zozza è cambiato e non si capisce bene per colpa di chi, potevamo perdere anche altrove; noi comunque avevamo previsto tutto, quindi a fare le previsioni ci abbiamo azzeccato, per cui siamo contenti e un po’ abbiamo vinto pure alle amministrative. Se poi allarghiamo l’analisi, perdendo 7 punti siamo diventati il più grande partito riformista d’Europa, quindi abbiamo pure vinto, che poi si è capito che i voti li abbiamo persi apposta per non infierire sugli altri socialisti di Strasburgo. E che dire infine del trionfo della Serracchiani? Con lei abbiamo vinto perché l’abbiamo candidata, ma abbiamo pure perso perché l’avevamo candidata in virtù del fatto che ci aveva detto che avevamo sbagliato tutto. Insomma, la risposta è semplice: tu, per ora, hai perso.

    (da Il Riformista di sabato scorso)

    Le colonne infami

    Nel corso della P.A.P.I. Night (resoconto), nell’intervallo di tempo dalle 22.00 alle 23.00, orfani di exit poll più o meno attendibili, e tosto schifati gli istant poll con forchette improponibili (”UDC: dal 3 all’8%”), abbiamo fatto in casa nostre esclusive rilevazioni - poco statistiche e molto dajistiche. In pratica, chiamavamo al telefono amici scrutatori (e non) che ci aggiornavano in tempo reale sulle schede scrutinate. Via via, quindi, grazie alla fulminea mano del nostro Vic, venivano aggiornate delle slide, per la giuoia e letizia dei presenti in sala. Di seguito alcune, per scuorno e memoria. (as)

    Fonte Nuova, il sorpasso su Topo Gigio

    Primo collegamento con la sezione di Fonte Nuova, quello che abbiamo cercato tutti di imprimere nei nostri occhi e nei nostri cuori il più a lungo possibile: PD 12 voti, PDL 11 voti.

    Fonte Nuova Continua a leggere →

    Parla Come Magni /18. Na manna dal cielo.

    Di seguito il Parla Come Magni inedito che, come ormai da tradizione, è stato recitato live alla PAPI Night (annuncio e resoconto).

    Dichiarazioni di Franceschini nell’ultima giornata di campagna elettorale. Traduzione
    In campagna elettorale ho visto un’Italia profondamente diversa da quella che viene trasmessa dal modello televisivo. E’ stato un macello, nei paesi non me conosceva nessuno, scendevo dal treno e la gente mi chiedeva come mai c’eravamo fermati e se il guasto era grave.
    Un modello in cui conta solo il tuo successo individuale anche a costo di pestare i piedi di quelli che ti sono al fianco . Bersani ti aspetto al varco, stronzo.
    La campagna elettorale è stata inquinata dal tema delle vicende personali del premier a nostro svantaggio. A noi interessava parlare dei contenuti e delle cose da fare. Madò che culo, nce se crede. Ormai s’eravamo rassegnati, a sto giro c’era da parlà de cose concrete, bisognava esprime na posizione unitaria su qualcosa, e invece arrivano le foto dei culi a Villa Certosa. Na manna dal cielo.
    Quella di Veltroni era una sfida per il governo del paese ora invece siamo all’opposizione. Il progetto del Pd durerà decenni, non è un simbolo per le elezioni successive. Quella di Veltroni era una partita a carte, ci aveva convinti di avere un poker d’assi, ed era anche vero, poi c’hanno spiegato che stavamo a giocà a scopa. Comunque penso che nel giro di una trentina d’anni riusciremo a mette su un bel soggetto politico.
    In tutto il mondo i leader sono tutti pro-tempore, solo nella destra c’è un padrone totale, con uno che comanda e agli altri non è consentito il dissenso. Beato a lui cazzo, ogni tanto me lo chiedo come ce se sente a esse il capo di qualcosa. Poi guardo il calendario, e ottobre è sempre più vicino.

    PAPI Night Live

    Più o meno da adesso, diretta dal Simposio, Roma, per la PAPI Night. Non si garantisce continuità o efficienza della diretta.

    Update 8 giugno 2009, ore 10.27.
    Più o meno quattro ore di diretta più o meno continuata, a parte alcuni problemi tecnici, il cambio regia (grazie a Leone per aver “diretto” tutta la prima parte della diretta, ad Alessandro per aver fatto funzioni di operatore di camera, nonché ovviamente a Vicj e ai suoi esilaranti grafici fatti al volo) e la pausa aria. Non abbiamo tenuto conto degli accessi, ma più volte abbiamo superato i 50 utenti, che era limite della piattaforma che abbiamo dovuto usare all’ultimo momento causa indisponibilità di quella senza limite. Abbiamo visto video, recitato post (anche un Parla come Magni preso online) e comunicati tarocchi, guardato la tv (sempre più sullo sfondo, con altri canali sempre più in primo piano), rotto le scatole in giro telefonando fino a notte tarda.

    Grazie ovviamente ai tanti che anche questa volta hanno partecipato live ad un Simposio caldo ma non torrido, agli scrutatori che abbiamo disturbato nell’esercizio delle loro funzioni (numero 6 e Federica da Fonte Nuova, per un’oretta nostro punto di riferimento e speranza, con dati parziali che segnavano 12 voti per il Pd e 11 per Pdl; Beneforti da Pistoia; Michele da Melfi; Federico Bolso da Bologna che ci ha mandato amichevolmente a quel paese, ecc), a Cesare dall’Unità, Civati, Sofri e Scalfarotto da Milano, Gualtieri e Cioffredi da Roma, De Siervo e Matteo Renzi da Firenze, il segretario Franceschini che, ad una telefonata alle 2 di notte ha risposto con un “selenè sfaradè, vabè, buonanotte” pieno di entusiasmo trattenuto, per finire con il portavoce di Bersani che ci ha rassicurato sulla costruzione della piattaforma per ottobre, e la telefonata finale ad una raggiante Debora Serracchiani, che ci ha raccontato (credo per primi, ma in fondo chissene) di un dato insperato: più voti di preferenza di Berlusconi in Friuli Venezia Giulia, 74mila, 10mila in più di Berlusconi, quasi la metà dei voti totali presi dal Pd nella sua regione d’elezione.

    Grazie a tutti, specie a quelli che ho dimenticato in questo veloce riassunto. as

    Scenari possibili del voto, da Veltroni alla rivoluzione

    Ciao Diego, ma secondo te il Pd quanto prenderà? E quali sono gli scenari che si apriranno a seconda della percentuale ottenuta? - Circolo Pd 1X2

    Pd al 33.1%.

    Torna Walter Veltroni segretario del più immenso partito riformista che si sia mai visto.
    Franceschini viene accompagnato alla porta con una scafetta sul collo e recintato nello studio di Gad Lerner. Il congresso non si fa anche grazie all’annuncio di Bersani che su Red tv dichiara: la mia piattaforma non è ancora pronta, ma ci sto lavorando, Walter non sia così tranquillo.
    Veltroni intanto tiene un roboante discorso di bentornato sull’Islam e su quanto sia bello stare in Egitto, il tutto a Piazza di Pietra prima, a Piazza del Popolo poi, e comizio finale in Campidoglio, con Alemanno che lo insulta dal balcone a mano tesa e Rutelli che lo minaccia di tornare alle urne, forte dell’improvviso consenso dei tassinari.

    Pd al 28%.

    Franceschini monta su una biga e fa il giro di Roma sventolando brandelli di bikini di Noemi, il tutto lanciando ai passanti fotocopie della mozione della sua candidatura al congresso d’ottobre intitolata “La concezione del partito come avanguardia rivoluzionaria e la coscienza di classe”. Bersani tentenna, visto il risultato, sull’opportunità di una sua candidatura, fino a rinunciare in nome dell’unità del partito. D’Alema resta in attesa di una chiamata della nuova dirigenza Partito e inaugura la Fondazione Italiani Europei E Un Po’ Stronzi.

    Pd al 20%.

    Franceschini resta a contendersi la leadership con Bersani che finalmente, rotti gli indugi e data la gravità del momento, scende in campo e presenta la sua piattaforma dal titolo “Una nuova stagione, o meglio, era nuova un po’ di mesi fa, ora è matura, la presento così, di getto, anche se non ne sono certissimo, l’importante è che gli affluenti tornino nel fiume”. Fioroni, Letta, Rutelli, Binetti e Follini, intanto, lasciano il Partito e vanno a rompere i coglioni, a sorpresa, a Sinistra e Libertà, che nel frattempo è tornata da Diliberto, che nel frattempo è confluito nell’Italia dei Valori, che nel frattempo è confluita nella Lega, nuovo partito di maggioranza relativa.

    Pd al 15%.

    Franceschini viene defenestrato dal Nazareno, il Congresso annullato, Bersani viene mandato a fare il braccio destro di Renzi, la Serracchiani nominata capo delle cucine della riaperta scuola di partito delle Frattocchie, il Riformista viene cacciato dal pianterreno delle Botteghe Oscure, Massimo D’Alema, nuovo segretario, entra con la barca a vela dentro Villa Certosa, compiendo il più clamoroso degli espropri proletari.
    E inizia la rivoluzione.

    [da Il Riformista di oggi]

    No exit-poll? Diventa sondaggista da mandare a quel paese

    Domenica sera (pare, dice, si mormora) niente exit-poll alla chiusura delle urne. Ci speravamo, perché fanno parte dello spettacolo d’arte varia di uno innamorato di politica. Coltivando comunque la speranza che da qualche parte spuntino (e tramando segretamente nell’ombra affinchè), i primi dati provenienti dalle proiezioni di voti reali sono previsti per le 23.00 ca.

    Ciò significa che la P.A.P.I. Night vera e propria inizierà un po’ più tardi – il tempo di bere qualche birra di troppo.

    E soprattutto ciò significa che, fallandoci il fondamentale ruolo espiatorio del sondaggista, dobbiamo come al solito fare in casa e apriamo un dajistico contest sui risultati elettorali (in palio magliette della Fondazione Daje, una novità della collezione estate).

    Al Simposio faremo passare bigliettini su cui ognuno potrà scrivere le percentuali previste per Pdl, Pd, Udc, Sinistra e Libertà, Rifondazione, Lega Nord, Radicali. Ma accettiamo volentieri pure previsioni qui nei commenti. Poi verranno letti al posto degli exit poll.

    Vince chi si avvicina di più, e forse anche chi sbaglia nel modo più clamoroso. La giuria è composta da noi, armati di calcolatrice e equazioni matematiche.

    Pronti A Perdere Insieme. La prima P.A.P.I. Night, domenica 7 giugno al Simposio.

    Domenica sera. Si chiudono le urne. I primi exit poll. Quindi lo spoglio dei risultati della tornata di votazioni multiple, tra amministrative e europee. Bene. Alla proiezione mentale di noi rinchiusi in casa, sempre più depressi sul divano, senza nessuno cui tendere o tenere la pargoletta dajistica mano, abbiamo deciso di allestire in fretta e furia una daje election night dalla quale seguire i risultati insieme, vedere video, fare interviste volanti, o niente di tutto ciò e invece eccedere con i giri offerti al bar man mano che arrivano i risultati.

    E’ la prima – e verosimilmente l’ultima – P.A.P.I. Night (Pronti A Perdere Insieme è lo scaramantico sottotitolo, declinazione dell’acronimo). Appuntamento domenica 7 giugno 2009 al Simposio a San Lorenzo, Roma (via dei Latini 11 angolo via degli Ernici 1-5), locale dajisticamente temprato dalla terza Daje Night ufficiale.

    Ingresso libero a partire dalle 21.00 ca.
    Senza nessuna garanzia che tutto funzioni, dovrebbe esserci televisione, connettività (ma se avete una pennina portatela), condizionamento d’aria. E quando nemmeno la speranza sarà viva, dj set Apicella Sound a cura dei dj della fondaje.

    LINK: iscriviti all’evento su Facebook

    The show must go on (ovvero prima intrattenere)

    Ciao Zoro, hai visto che finalmente i terremotati cominciano ad incazzarsi con Silvio per le promesse mancate? Era ora! - Circolo Pd Sfollati per caso

    Ho visto, ed era inevitabile, così come forse era inevitabile, nelle disperate condizioni dei giorni successivi al dramma, sperare davvero che anche un venditore di fontane di Trevi come Silvio potesse fare qualcosa. Il problema è che Silvio non ha capito una cosa: in Abruzzo c’è stato il terremoto, che non è una cosa bella. Lui non l’ha proprio capita sta cosa, ma ha realizzato che c’è gente che non fa un cazzo tutto il giorno e che però non si tratta di fannulloni, ma di persone che in qualche modo occorre intrattenere.
    E siccome anche “il campeggio” dopo un po’ rompe i coglioni, ora Silvio sente il dovere di sfollare gli sfollati in crociera; finita l’estate saranno settimane bianche e skipass a cascata, e poi chissà, acquafan e terme, fino ad un’overdose di turismo religioso per chi non avrà perso la fede, nella speranza che a quel paese, prima o poi, ce lo mandino in tanti, terremotati e non.

    [Da Il Riformista di sabato scorso]

    Rendiamo grazie a Gino

    Forse, oltre a chiedersi come mai a Berlusconi piacciono le ex ragazze di Gino, la sinistra dovrebbe cominciare a chiedersi perché a Gino non piace più lei. Un indizio viene da un altro passo della lettera, dove Gino omaggia Berlusconi come Uomo del Popolo. Ora, se il popolo considera Uomo del Popolo un miliardario che vive fra villoni e guardie del corpo, significa che la parte politica che un tempo si richiamava al popolo ha smesso di fare il suo mestiere: parlare a Gino in modo diverso, ma di cose che interessino a Gino, anche se le cose che interessano a Gino ai leader di sinistra spesso fanno senso.

    Sono sensazioni che i dajisti conoscono bene, ma è bello trovarne di simili sulla Stampa, a firma Massimo Gramellini.